giovedì 9 maggio 2013

Recensioni - "Hitchcock"

Ok my friend, parto subito con questa nuova rubrichina bella originale fin dal titolo:

Recensioni

Adesso non stare a menare la uallera* per l'ennesima rubrica strausata nel web (e non solo) e goditi ste due righe. Tanto so gratis.

Ordunque qualche settimana fa mi sono recato ad un vecchio cinema torinese, assieme alla Trinity, per godermi la proiezione di codesto filmetto che, devo esser sincero, aspettavo con ansia da un po' di tempo.

Tralasciando il godimento di tornare in un vecchio cinema della mia città che, in passato, mi ha regalato tante belle visioni (cui farò un articolino a parte) e, soprattutto, LONTANO da sti cazzo di multiplex (e dai tamarri vari assidui frequentatori di codesti odiosi luoghi, che saranno fra i protagonisti dell'articolino a parte di cui sopra), mi sono introdotto nella sala e mi sono goduto codesto succoso film.




Trama

Sir Alfred Hitchcok (non ancora sir), decide di girare un nuovo film, tratto da un romanzo.
Psycho. 
Avrà un sacco di casini ma ce la farà, facendo un filmone dellamadonna™ guadagnando una vagonata di soldi.
Fine.

Se pensi che la trama sia tutta qui ti dirò subito.
Si, è tutta qui.
In superficie.

Perché, all'interno, è piena di psicosi, paure, ossessioni, gelosie, paranoie, bugie, mezze verità.
Come è, d'altronde, un po' tutto il mondo del cinema.

Fa specie pensare che Psycho fosse un prodotto cui nessuno credesse, a parte Hitchcock ovviamente.
E di quanta fatica abbia dovuto soffrire per vedere la luce.

Chi conosce il personaggio sa già a cosa andrà incontro:
Hitchcock e la sua ossessione verso cibo, vouyerismo e donne bionde.
La sua meticolosità nel girare.
Il suo aplomb tutto inglese.

Il resto lo fa tutto il cast.
Spettacolare.

I personaggi sono incredibilmente somiglianti (come un buon biopic insegna). Sono rimasto assolutamente sbalordito dalla (pur breve) apparizione di James D'Arcy (noto soprattutto per serie televisive) nei panni di Anthony Perkins/Norman Bates. Incredibile.
Non tanto per la somiglianza fisica, quanto per la caratterizzazione.

Anthony Hopkins (Alfred Hitchcok), Scarlett Johansson (Janet Leigh) e James D'Arcy (Anthony Perkins)

E poi Hopkins nei panni di sir Alfred.
Straordinario.
Come straordinaria è la prestazione di Gigi Proietti nel prestargli la voce.

Si sono lette molte critiche sul fatto che Proietti sia stato scelto al posto dello storico Dario Penne.
Come già spiegato dal grande Massimo Giuliani (direttore di codesto doppiaggio), è stata proprio la produzione americana a non volere la voce usuale di Hopkins.
Perché il pubblico avrebbe ricondotto questa all'attore. Mentre doveva immedesimarsi sul personaggio.
Giuliani, in una videointervista, spiega comunque che il provino a Penne lui gliel'ha comunque fatto, come forma di rispetto (come giusto che sia).
Ma gli è stata preferita la voce di Proietti che molti, in maniera ingenua e alquanto ignorante, hanno subito incluso nella lista dei "talent" (le voci di NON doppiatori prestati al doppiaggio per "avvicinare il pubblico" al film). Dimenticandosi, o non sapendo, che Proietti è un signor doppiatore da tempo immemore. Uno dei migliori in Italia.
Eh si... anche prima voce storica di codesto personaggio:

Non lo sapevi? Sono due euro all'uscita, grazie.

Quindi total respect.

Ovviamente altra menzione speciale alla bravissima Helen Mirren (già ottima regina Elisabetta nel "The Queen" del 2006) nel ruolo della sagace, intelligente e paziente Alma Reville, la moglie del regista inglese. Ed anche per le due protagoniste giovani Scarlett Johansson nei panni di Janet Leigh, e dell'altrettanto brava (anche se meno presente) Jessica Biel nei panni della poco amata (da Hitchcock) attrice Vera Miles.
C'è anche un veloce cameo di Ralph Macchio... qui senza kimono.

Altamente consigliato.












* cos'è la uallera? Questo.

(_)_)IIIIIIIIIIIIIIIID

  






1 commento:

  1. decisamente piaciuto! però tu puoi nominarmi così? senza avvertire prima?!?!?!? O_o mah... :D

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