il doppiatore è un attore fallito.
A mio modo di vedere questa rimane, appunto, solo una leggenda.
Tutti i doppiatori che conosco arrivano dal teatro.
3/4 di questi continuano a recitare sul palcoscenico.
Io stesso, prima di iniziare a doppiare, avevo già 3 anni di esperienza in teatro (come professionista e come studente).
La base di recitazione è fondamentale per chi vuole intraprendere questo mestiere.
E per base di recitazione intendo anche dizione e fonetica.
Senza le tre componenti di cui sopra è piuttosto inutile pensare di fare questo lavoro.
Come in tutte le professioni bisogna studiare (1) e mantenersi allenati con gli esercizi (2)
Sicuramente all'inizio non è facile ma con le conoscenze tecniche, la determinazione e una buona dose di pazienza e costanza si riescono ad ottenere buoni risultati. Se non ottimi.
immagine presa dal sito darsch.it
Qui, oltre alla bravura, si necessita una buona dose di fortuna e caparbietà.
Quando iniziai io, nel 1990, la "moda" del doppiaggio non era ancora in auge.
Certo, si conoscevano alcuni nomi, si sapeva di questo mestiere... ma veniva un po' trattato come "lavoro di serie b". Soprattutto dagli addetti ai lavori, che alimentavano la leggenda parlando con sufficienza riguardo questo "ramo" della recitazione.
Secondo me anche perché doppiando si guadagnano più soldi che stando sul palcoscenico.
Questo non è certo una colpa del doppiaggio.
Il problema fondamentale è che col teatro non ci mangi (a parte entrando nel circuito dei "grossi nomi", che siano i teatri stabili o in appoggio ad attori consolidati. Ma entrare in questi "lidi" è cosa assolutamente non facile... e non sempre per demeriti professionali).
Davanti alla fame uno fa le scelte che ritiene più appropriate.
Col tempo i media sembra abbiano avuto una "riscoperta" del doppiaggio, anche grazie ad ospitate televisive varie e disparate di colleghi e, di conseguenza, un maggiore interessamento da parte delle persone.
Non è raro che mi capiti di interagire con la gente che mi dice "ah quanto mi piacerebbe fare doppiaggio" ora, mentre in passato accadeva assai di rado.
A queste frasi rispondo di solito "siamo già in troppi" sorridendo, sottolineando l'ironia di questa.
Non è una frase a caso comunque.
Siamo effettivamente in tanti e, in un periodo di grossa crisi come questo, non è affatto facile ritagliarsi un proprio posto. Specie se si abita in una città come Torino, dove si deve "lottare" con più forza per riuscire ad ottenere qualcosa (non solo i doppiatori, ma gli studi stessi).
Per mia esperienza personale, quindi, questi sono alcuni punti piuttosto precisi da seguire per cercare di ottenere qualcosa in questo campo (ed anche in altri, ovviamente):
- studio
- esercizio
- pazienza
- umiltà
- caparbietà e una piccola dose di "sfacciataggine" (che però non deve disturbare il punto 4)
- tanto, ma tanto culo
- ascoltare sempre i consigli (che questi vengano dai colleghi, dai direttori di doppiaggio ma anche dai tecnici sono sempre utili)
- ascoltare i giudizi critici del pubblico, ma non farsene una malattia (ci sarà sempre qualcuno a cui la tua voce, su quel personaggio, non piacerà. Fa parte del gioco). Col tempo si riesce a capire chi spara nel mucchio e chi effettivamente ha qualche rimostranza che ti può servire per rendere più credibile/piacevole il personaggio a cui stai lavorando.
Questi, ovviamente, sono i miei due cents.
Vorrei al momento concludere facendo uno "spot" ad una persona che con la sua passione e dedizione ha contribuito a rendere il nostro mestiere più visibile:
Antonio Genna.
Segui il suo sito, dove vi è una dettagliatissima sezione dedicata al doppiaggio e a noi doppiatori, con schede molto precise e professionali.
http://www.antoniogenna.net/ - il sito -
http://www.antoniogenna.net/doppiaggio/doppiaggio.htm - la sezione dedicata al doppiaggio -
http://www.facebook.com/groups/doppiatori/ - il gruppo su facebook -

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