domenica 28 ottobre 2012
Viaggiare
Il concetto di viaggiare mi ha sempre spaventato.
Quella cosa del "sai cosa lasci ma non sai cosa trovi", anche se nata per altri esempi, puoi benissimo girarla anche per il concetto del viaggio.
Ti prepari il materiale da portare, ti procuri il biglietto o prepari l'auto, studi l'eventuale itinerario e poi parti. E partire vuol dire anche salutare qualcuno o qualcosa, ed anche se il viaggio prevede un ritorno a lungo o breve termine il lasciare qualcosa di proprio, di familiare, di rituale... mi spaventa sempre un po'.
Forse retaggio di quando mio padre si trasferiva lontano da casa per lavoro, in inverno e in estate, quando ero piccolo. E doverlo rivedere solamente durante le festività o mesi dopo, al suo ritorno.
O anche quando salutavo la mia mamma e andavo a trovare i miei parenti a Napoli nel periodo estivo, quando ero ancora più piccolo.
Questo per quanto riguarda il concetto, l'idea.
Viaggiare fisicamente, paradossalmente, mi piace un sacco.
Mi piace preparare le cose giuste da mettere in valigia, studiare l'itinerario (quando vi è la necessità), l'attesa della partenza e il trasferimento vero e proprio.
So cosa stai pensando. Che tutto questo è irrazionale. D'altronde mi son sempre definito una incoerenza con le scarpe da ginnastica... non sempre, ma in molti casi.
Il problema di fondo è uno:
io il viaggio me lo godo poco perché, nel 95% dei casi... dormo.
Che sia auto, treno, aereo... io dormo. Con buona pace di chi mi accompagna.
Lo giuro, io ci provo in tutte le maniere a rimanere attivo. Chiacchierando, leggendo, eventualmente ascoltando musica, anche cantando... ma niente da fare, Morfeo il più delle volte ha la meglio su di me.
Forse sempre tornando a quando ero piccolo, i lunghi viaggi che affrontavo con la mia mamma, o con le mie (all'epoca) giovani zie, avvenivano quasi sempre di notte (dato le lunghe tratte).
E, molto probabilmente, il cullare del veicolo di trasporto mi ricorda quelle ore che sarebbero state interminabili per un bambino, se non fosse subentrato il sonno.
"Se dormi vedrai che, quando ti sveglierai, saremo quasi arrivati. Il viaggio dura meno se dormi" mi dicevano da bimbetto. E seguire quei consigli mi riusciva benissimo!
Scrivo questo perché anche il rumore del treno mi concilia il sonno.
Lo sferragliare delle ruote sui binari, il fischio del locomotore, lo stridere dei freni, gli altoparlanti delle stazioni. Ben poche cose mi portano tanto sonno quanto questi suoni.
Per la maggior parte della mia vita il treno è stato il mezzo che più ho usato per viaggiare.
Quando son partito militare, pendolare per lavoro, per andare a trovare amici, per le vacanze.
Il treno mi ha tenuto compagnia in tante occasioni.
L'aereo è stata una conoscenza tardiva.
Tanto era il terrore all'idea di usarlo quanta la tranquillità e la comodità provata una volta presa la mania di viaggiare volando.
Ma anche lì, il sonno ha preso il sopravvento.
Mi è capitato spessissimo di imbarcarmi, posare il bagaglio a mano, allacciarmi la cintura e, di colpo, trovarmi al momento dell'atterraggio. Perdendomi il gusto della partenza e della durata.
Per non parlare dello spostamento in città.
Dato che abitavo in un paese di campagna, il mezzo di locomozione per raggiungere il centro di Torino è sempre stato il bus.
Non il bus di linea, ma quelli privati. Quelli che passano uno ogni 45/60 minuti.
Di quelli che se li perdevi, ti giocavi tutta la giornata.
E dato che il viaggio durava circa 50 minuti, ed essendo il più delle volte da solo, Morfeo aveva carta bianca nell'attirarmi a sé. Armato di cuffiette e cappellino mi son fatto certe ronfate da record.
Il problema subentrava quando la mia meta non corrispondeva al capolinea... e lì quante volte mi son svegliato troppo tardi, anche a fermata appena superata. E l'unica cosa da fare era scendere a quella successiva e farsela a piedi. Ovviamente imprecando qualcosina...
L'unica è la nave che mi distrae troppo.
Non solo per le possibilità che ti danno a disposizione, tipo cinema discoteche bar etc.
Soprattutto perché adoro vedere il mare, sentire l'aria che ti attraversa, i profumi, le luci e i paesaggi, il rumore delle onde, sentire addosso le piccole gocce salate, il rollio... ecco, in nave addormentarmi mi riesce più difficile.
Non impossibile, ma difficile.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)




Nessun commento:
Posta un commento