domenica 11 novembre 2012
Pensieri liberi notturni
E' sabato notte, ore 2.45ca. Fuori piove. Sono appena rientrato da una cena con amici. Una serata tranquilla fra chiacchiere e risate.
Jeff Buckley sottofondo, sigarino e la tranquillità della casa solitaria. Micia gioca nell'entrata, a volte entra in camera, miagola qualcosa e poi torna ai suoi giochini, tranquillamente (senza fare gli agguati ninja o le corse da pazza).
Anche lei si sta godendo questa pace.
Pensavo alla crisi, a quella dannata compagna che negli ultimi mesi ci porta a passeggio fra notizie sconfortanti e tante altre cose carine.
Pensavo che dalle crisi si dovrebbe rinascere più forti.
Noi italiani siamo abituati a rinascere dai periodi bui. Non è un caso che, dopo il medioevo, proprio in Italia vi fu quello che è conosciuto in tutto il mondo come il Rinascimento.
Un periodo unico che ci invidia l'intero pianeta. Uno di quei periodi cui siamo riconosciuti padroni assoluti.
Periodo della nascita di Artisti giganteschi come Raffaello, Tiziano, Michelangelo, Leonardo...
C'erano le botteghe come quelle del Verrocchio da cui uscirono nomi come Botticelli e il già citato Da Vinci.
Non che storicamente si stesse proprio tranquilli (c'erano personaggi come il Savonarola che faceva un po' il cazzo che gli pareva, in nome di discutibili leggi divine).
Ma si respirava un'aria diversa, di fiducia.
Almeno, questo è quello che gli storici ci insegnano e le opere ci trasmettono.
Ed intanto Micia si è svegliata saltando e girando dentro una busta di carta, suo nuovo parco dei divertimenti.
Allora mi domando: perché l'Italia non si ricorda dei propri trascorsi storici?
Perché proprio l'Italia, patria di poeti pittori scrittori inventori etc, inciampa nell'errore più grosso di tagliare la Cultura?
Perché?
Perché quello che ci ha portato a primeggiare "positivamente" nel mondo deve essere disprezzato, violentato, stuprato e dimenticato?
Perché l'Italia non crede più nell'Arte italiana?
E, di rimando, perché l'italiano medio si è dimenticato cosa sia veramente la cultura italiana?
Eppure non è nemmeno passato un secolo da quando il nostro paese ha dato i natali ad artisti come De Filippo, Pirandello, D'Annunzio, Levi, De Sica, Rossellini, Pasolini, Monicelli...
Artisti che hanno vissuto in pieno le due grandi guerre mondiali, hanno patito la fame, hanno sofferto ed hanno creato, hanno combattuto, sono sopravvissuti ed hanno raccontato magicamente, al mondo, la loro Arte, le loro creazioni, i loro pensieri con opere che tutti ricordano e tutti ci invidiano, in ogni "angolo" del globo.
Tutta questa italica creatività c'è ancora?
Io dico di si.
Va cercata. Va incoraggiata. Valutata, studiata, apprezzata.
Anche se l'italiano medio non se ne accorge, o fa finta di non accorgersene.
Anche se coloro che dovrebbero incentivare questa creatività mettono i bastoni fra le ruote, rendendo la cosa assai più difficile.
Bisogna "combattere"?
Si. Perché è sicuramente difficile emergere, far sentire la propria voce ed esprimere i propri talenti, ma non impossibile.
Proprio in un periodo come questo, di massima criticità, quando tutto ciò che ci circonda ci suggerisce scenari apocalittici, si può rinascere.
C'è fermento. C'è vita.
Lo vedo fra i miei amici e i miei colleghi, che siano musicisti, attori, autori, scrittori o altro.
C'è voglia di creare, di emergere e di realizzare.
Nonostante ci vogliano far credere che questo non ha un valore.
In effetti non ne ha.
Ha VALORE, che è assai differente.
E se nel mio piccolo mondo io ne conosco così tanti, è anche sicuro che ce ne sono altri dieci, cento, mille in giro.
Dobbiamo solo rendercene conto.
Capire che si può fare, che si può realizzare, che si può creare e portare avanti tutto questo.
Nonostante i bastoni fra le ruote, gli scoraggiamenti, le facce scure e le porte chiuse.
C'è fermento.
Possiamo Rinascere.
Non dimenticarlo.
Micia si è distesa sul mio letto, facendomi capire di raggiungerla perché ormai è tardi.
Così tardi che fra poco dovremmo dire che è troppo presto (cit.)
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